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Non lo conoscevo, quindi ti ringrazio della segnalazione, Anzi, se mi linki la suddetta confutazione ancora meglio
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per qualcuno sì, e talvolta forse lo sono stato davvero. ma per la maggior parte del tempo sono un coniglietto puccioso
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Immagino sia fatta di croci e delizie, ma posso solo immaginarlo
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È molto soggettivo, direi. Non concepisco la filosofia come una disciplina a sé stante ma solo come un tipo di ricerca caratterizzato da una maggiore generalità. Quindi dipende dai propri interessi: se a uno piace la scienza, può cominciare dagli epistemologi come Popper o Kuhn ("La struttura delle rivoluzioni scientifiche" è ad esempio un libro molto piacevole); se la politica è la sua passione potrebbe rivolgersi sempre a Popper, o qualche altro pensatore liberale e non. Oppure leggere le opere più facili di Platone (i dialoghi più propriamente "socratici") che non fa mai male.
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il problema a parte il limite è che non sono la persona giusta. non lo conosco così bene e non mi interessa neppure. Quel che so è distingueva l'essere dall'ente, e l'essere era meglio dell'ente di cui si occupavano tutti.
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ehm, grazie. ma come vedi dovresti riformulare la questione
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il mio indirizzo, riportato anche nel blog (ma non si vede moltissimo) è erik@xzoert.org ciao
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grazie. finora non ho mai chiesto contributi esterni e mi è davvero difficile darti una risposta, senza sapere chi sei e senza sapere che taglio potrebbe avere l'articolo. diciamo che se me lo spedisci lo leggo e prometto almeno di non pubblicarlo a mio nome, ma nient'altro
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Sono sinceramente commosso, fa piacere constatare che non si scrive solo per se stessi. Comunque non ho intenzione di abbandonare il blog, è solo che trovare nuovi spunti e il tempo di svilupparli in più di dieci battute diventa sempre più difficile, ed è inevitabile che il tempo trascorso fra un post e l'altro si dilati. Grazie
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Con i complottisti duri e puri c'è poco da discutere, è una perdita di tempo. La mia speranza è che non lo sia cercare di dare alcuni strumenti di critica razionale a quelle persone che rischiano di essere ammaliate dalla propaganda complottista, non perché prive di senno, ma proprio per la mancanza di tali strumenti
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Ovvio che no. Per il dittatore la libertà degli altri non è molto positiva. Vale però l'argomento del velo d'ignoranza di Rawls. Non sapendo quale posto andremmo a occupare nella società (libero o schiavo) tutti sceglieremmo di nascere in una società di liberi.
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asked by bronko85
non è un'identità, ma la libertà comprende anche la democrazia, ovvero la possibilità di partecipare e influenzare le scelte pubbliche
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grazie per la domanda per niente impegnativa. io credo che le due cose non vadano necessariamente in disaccordo. lo sviluppo è libertà, e il miglior modo di tutelare gli interessi economici del maggior numero di agenti è tutelare la democrazia
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no, va beh. a parte che è talmente scemo che penserebbe mi sono fatto la domanda da solo, non voglio mica infierire, altrimenti diventa bullismo
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